Neve

Nessuno sembra capirmi. Tranne la neve. Lei sì, pare che mi comprenda, a volte.

Per questo stamattina, subito dopo colazione, ho indossato i doposcì e mi sono incamminata verso il bosco. Ho attraversato come in un sogno quella distesa bianca e tranquilla. Intorno a me neanche un’impronta, se non quelle minuscole lasciate all’alba da una lepre. E a ridosso della funivia, sotto i piloni, la folle scia di qualche fuoripista. Nella neve cercavo refrigerio. Mi sono tolta i guanti e ci ho affondato le dita. Sapessi com’era fredda. Gli spilloni del gelo mi si conficcavano nei polpastrelli. Ma era piacevole quel dolore, perché l’ho offerto a te, amore mio! Dall’ultima sera mi consuma il fuoco, giorno e notte. Non mi da’ pace. Loro non capiscono, non possono capire. Perché loro sono vivi a stento. La neve sì, invece, mi capisce. La neve silenziosa e discreta, pura come il mio amore.

***

Ancora niente. Sono quattro giorni, ormai. Il segnale è chiaro. Il mio corpo sa tutto e ride di me, della mia inutile apprensione. Sarà quel che sarà. Loro chiedono che io stia con gli altri, che vada a sciare, si domandano perché non raggiunga gli altri ragazzi per l’aperitivo. La realtà è che li disprezzo e non ho alcuna voglia di stare con loro. Non abbiamo niente a che spartire. Ogni mio pensiero, lo sai, è tuo. Conto i giorni che mancano al ritorno, a quando sarò di nuovo tra le tue braccia.

***

Quello che è successo è spiacevole, lo so. E mi dispiace, amore mio, capisco come devi sentirti. Sono sempre stata attenta, sai! Non ho mai chiamato nei fine settimana, e scrivo sempre e solo a questo indirizzo email. Devi perdonarmi! Quel messaggio l’ho mandato in un momento di tristezza, senza pensare. Fuori aveva cominciato a nevicare, avevo aperto la finestra della mia stanza e quel silenzio, più del freddo, mi aveva dato un brivido. Per troppi giorni non ti avevo sentito, per troppi giorni non avevi risposto alle mie mail. Spero che non me ne vorrai per questo.

***

Avevo ragione, amore mio! Il corpo certe cose le sa dall’inizio, forse le presagisce prima ancora che accadano. Stamattina mi tremavano le mani, mi si appannavano gli occhi. Ma il risultato del test era chiaro e inequivocabile. Io e te, capisci? Legati da questo nodo che nessuno potrà più sciogliere. Ora mi chiedo solo come fare a dirlo a loro. Già so che non capiranno. Ma che importa? Io ho te, te e questo dono immenso che hai portato nella mia vita.

***

Ho paura. Stanotte avevo freddo, credevo che la finestra fosse rimasta aperta. Così mi sono alzata e invece l’ho trovata che era ben chiusa. La notte premeva contro i vetri e fuori la neve splendeva ovunque, gelida e abbagliante. Mi sembrava di essermi svegliata sulla luna. Mi sono toccata la fronte e mi sono accorta che scottava. Stamattina tutti sono andati a sciare e io sono rimasta a letto da sola. Ascolto la vita che crepita in me come un seme sepolto nella neve. Mi chiedo che ne sarà di noi. A volte ho paura, mi sento così sola! Perché non rispondi alle mie mail?

***

Ora vent’anni ti sembrano tanti? Sono diventata tanto giovane io e tu tanto vecchio, all’improvviso? Non era così, prima. Questi anni devono essere scesi tra di noi stanotte come è scesa la neve sui tetti, che neanche me ne sono accorta. E poi mi dici di lei, che non lascia la sua stanza da tre giorni. Lei che se sapesse metterebbe tutto sottosopra. E io? Che dovrei dire, allora, io? Solo ieri mi hai giurato amore, e adesso? Questo mi domando. Ma poi mi calmo, e mi ricordo che hai anche altri doveri, tu. Che la tua vita è complicata. Passerà. Domattina mi sveglierò e troverò le tue parole dolci ad aspettarmi. Mi dirai, anima mia, che tutto questo passerà e che il futuro ci appartiene.

***

Come assomiglia alla neve, l’amore. Arriva in silenzio e copre ogni cosa, rendendola simile a sé. Per questo stanotte, dopo che tutti sono andati a dormire, ho lasciato la mia stanza e sono scesa in ascensore fino al garage e da lì senza esser vista sono uscita qua fuori e sono venuta nel bosco. Come in un sogno, adesso attraverso questa bianca distesa su cui splende, enorme e pallida, la luna. Il freddo mi artiglia la schiena, le braccia e le gambe, ma so che questo dolore passerà, so che tutto il dolore passerà. Sta già passando. Ora che nel bianco si perdono i contorni delle cose, ora che il freddo cancella la memoria della carne. Ora che mi guardo, nuda, e la mia pelle ha lo stesso colore della neve mentre, distesa, ci sprofondo dentro e mi preparo a diventare con lei una cosa sola.

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