Catene

Nella vampa d’agosto

germina la mia pena.

Stretta tra il canale e la strada,

la mia pena.

Rosso di sangue

è il frutto dei campi

che mi spezza il dorso.

Nera, sulla mia nera pelle,

scende la notte.

Odo echi di secoli

colmi di schiocchi

di frusta

sulla schiena

della mia terra.

Sotto le stelle

che esplodono a migliaia

ti sogno, Africa lontana.

L’anima mia s’infiamma

d’un canto guerriero.

Schiava, spezzerò nelle mie catene

le catene del mondo.

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