L’impresa

Io sono nata per le sfide. E su quella sfida lì m’ero impuntata, certa di uscirne vincitrice. Sapevo che altre prima di me avevano tentato invano l’impresa, e su di loro, sulla fine che avevano fatto, correvano voci terribili. Di alcune erano stati ritrovati i resti nelle campagne intorno al castello. Soltanto una aveva fatto ritorno a casa, ma la poveretta aveva perduto il senno e, con gli occhi fuori dalle orbite e i capelli divenuti bianchi dalla mattina alla sera, se ne andava in giro vorticando i pugni in aria e sferrando colpi contro idre immaginarie. Tutte queste storie, tuttavia, non bastavano a demoralizzarmi. E poi avevo visto il ritratto del principe. Aveva fattezze squisite, capelli scuri e folti, occhi tristi e un po’ spaesati. Nel quadro che m’avevano mostrato sorrideva come incerto sulla direzione da prendere. Aveva una bocca piena e rosea e mi immaginai di assaporare i suoi baci, dolci come uva matura.
Mi feci avanti, quel giorno. Il re mi guardò di traverso, forse diffidando della mia costituzione fisica. Non sarò una gigantessa ma nel mio metro e quaranta sono racchiuse una forza e un coraggio senza pari.
Insomma, poiché altre non ce n’erano a offrirsi, egli finì per affidarmi l’incarico. Mi offrì l’equipaggiamento necessario. Io risposi che nulla mi occorreva. La mia intelligenza e la mia spada, l’una più affilata dell’altra, mi sarebbero state più che sufficienti. Fu così che partii sola, in sella al mio destriero, e mi avviai verso la landa remota che mi era stata indicata come meta. Arrivai, sfinita, dopo tre giorni e tre notti di cavalcata. Attraversai il ponte malfermo e sottile che si allungava sopra un fossato pieno di lava bollente. Il principe era lì, intrappolato nella torre più alta dell’antico castello, sorvegliato da un terribile drago.
Il mostro si fece avanti soffiando dalle narici un fumo arroventato e mostrandomi le zanne affilate. Non mi feci intimorire e lo colpii con la mia spada, lasciandolo a terra sanguinante.
Mi inerpicai sulla torre, entrai nella stanza e trovai il principe addormentato. Per nove anni aveva dormito, colpito dalla maledizione di una strega della quale aveva rifiutato l’amore. Col mio bacio lo risvegliai. Aveva labbra morbide, fresche. Sapeva d’uva, come m’ero immaginata. Lo portai via con me e facemmo ritorno al castello paterno. Vi trascorsi settantasette giorni, fino a quando il principe mi chiamò nella sua stanza e mi disse: “Ho trascorso con te un tempo meraviglioso. Tu mi hai risvegliato e ora so che posso ancora conoscere l’amore! Posso di nuovo avere una compagna!”
Mi porse una piccola scatola che aprii, fremente. Conteneva una medaglia con inciso il mio profilo. Mi disse che mi avrebbe nominato cavaliere del regno e mi chiese di essere testimone alle sue prossime nozze.
Ora, non sarò una bellezza ma nel mio metro e quaranta ho ingegno e coraggio da vendere e mille altre qualità. Per questo potrete immaginare quale fu la mia sorpresa nell’udire ciò. Sguainai la spada e feci a pezzi le tende, le lenzuola, la biancheria che presto sarebbe stata sostituita da un corredo nuziale, e sventrai cuscini e salotti e avrei fatto a pezzi anche lui, nella mia furia, non fosse che nel mio petto batte un cuore fiero e onesto, a cui ripugna la violenza.
Mi resterà comunque l’eterno onore dell’impresa, mi dico mentre spalmo l’unguento sulla ferita del drago. A vederlo in questo momento, docile come un cagnolino, non pare poi quel mostro orrendo che m’era sembrato allora. Una fasciatura ancora e sarà a posto, pronto a riprendere il suo lavoro. Vi sembrerò poco modesta, ma credo che in fondo non ne valesse la pena, per quel tipo indeciso e isterico, che adesso si sbraccia dietro le grate della finestra della torre, strappandosi i capelli, neanche fosse la fine del mondo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: