Azzurro

Insomma, è andata che quel giorno chiamo il Principe azzurro.
Dice: non abita qui.
Faccio: come sarebbe a dire? Scusi ma è lo 001122?
Dice sì.
Faccio: beh, è il Castello, no?
E quella: certo.
E io: e allora il Principe?
Dice: è andato via una settimana fa.
Come via? Via dove?
E quella: non sono autorizzata a fornire queste informazioni.
Senta, dico, il cellulare è staccato da un pezzo. Su WhatsApp non risponde. Una che lo deve cercare come fa?
E quella: come le ho detto non sono autorizzata a fornire queste informazioni ai sudditi.
Dico: ma non sono mica un suddito. Sono un’amica. Si può sapere almeno dov’è?
E quella: Scusi ma saranno pure affari suoi. È il Principe, avrà diritto di fare quel che gli aggrada. E se volesse far sapere dov’è avrebbe fatto un tweet. Ma poi mi perdoni, lei chi sarebbe?
E chi sarei? Cenerentola, no? Non la guarda la TV?
Ah, fa quella. Certo, come no. Cenerentola. Senta, mi lasci i suoi contatti che in caso la faccio richiamare.
Ma che contatti, dico io. Quello stron** ce li ha i miei contatti. Sa pure dove abito. Ha mandato quei due leccapiedi con la scarpa di cristallo e tutto il resto. Io è da allora che aspetto una chiamata, chiaro? Tra l’altro si sono portati via pure l’altra. Scarpa, dico. Non è che abbia tutti ‘sti inviti ai balli ma insomma, non è un bel gesto. Me le ha regalate la fata turchina. Per una volta che nella vita mi regalano una cosa…Insomma, dico, avrà un altro cellulare, no?
E sai cosa? Quella ha riattaccato. Capito? Mi ha attaccato il telefono in faccia.
Allora richiamo e scatta la segreteria.
E il resto, insomma, l’hai visto sui giornali. Il fidanzamento con quella sciacquetta titolata. E poi non ho retto, senti. Sono andata al matrimonio e…ero fuori dalla grazia di Dio, che te lo dico a fare. Non solo la storia in se’, ma lo stress, le settimane di prese in giro delle mie sorelle, guarda, non ti puoi neanche immaginare quello che mi hanno fatto passare. Mi lasciavano le riviste di gossip apposta in giro per casa, al bagno, in cucina, ovunque, con quelle copertine stucchevoli con i due fidanzatini in giro per il mondo negli alberghi da sballo, sullo yacht, sempre con quel sorriso a trentadue denti. E poi quella, la copertina peggiore, con la mia foto la sera del famoso ballo e il titolo “missing”. Perché devi sapere che ho dovuto pure cancellare il mio profilo Facebook, che non ti dico che razza di messaggi mi arrivavano. Perché diciamolo, questa cosa che lui si filasse una come me, una che veniva su dal nulla non è mai andata bene a nessuno. Ne’ alla sua famiglia, ne’ al popolo. Manco a mia madre, figurati.
Comunque guarda, tornassi indietro lo rifarei no mille ma centomila volte, a costo di passarci tutta la vita in questa ca**o di cella. L’unica cosa che rimpiango è di non aver preso bene la mira sennò mica se la cavava così.
E poi mi dispiace per il cavallo, poveraccio, che in tutta la storia, alla fine, è l’unico che non c’entrava niente

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