Tempus fugit

Ore 6:00 sveglia. Ore 8:00 riunione. In venti minuti preparo il caffè, stendo i panni, faccio la doccia, mi vesto ed esco. L’assessore ai trasporti di Roma Capitale ha decretato che devo passare tre ore al giorno sui mezzi pubblici per arrivare da casa mia a lavoro e ritorno. A lavoro pensano che dovrei passare più tempo in ufficio. A casa mi dicono che non mi dedico abbastanza alla famiglia. La maestra di mio figlio dice che ha una grafia orribile, dovrei passare più tempo con lui a fare esercizi di scrittura. Il mio dentista dice che ho la parodontite. Dovrei dedicare più tempo all’igiene orale. Lavare i denti tre volte al giorno passando sempre il filo interdentale. L’estetista dice che ho la pelle disidratata, dovrei passare la crema idratante sul corpo almeno due volte al giorno. Il parrucchiere dice che ho i capelli sfibrati, dovrei dedicarmi di più alla loro cura. Due maschere a settimana, ci vorrebbero. Un’amica mi guarda e mi fa: in effetti sei un po’ giù di tono. Dovresti fare come me, venti minuti di ginnastica la mattina quando ti svegli. Mia nonna: ma non mi vieni mai a trovare? Finisco in terapia. C. mi dice: il punto è che dovresti dedicare più tempo a Eleonora.
E io: Eleonora? E adesso quest’altra chi cazzo è?

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