Nel vicolo

Sei venuta a cercarmi nel vicolo, bambina. Hai tirato fuori il portafogli e pagato per averlo lì, in piedi contro il muro crepato, per avere quello che cercavi. Lo volevi crudo, lo volevi senza fronzoli. Hai detto fammi male hai detto qua non c’è scritto maneggiare con cura. Lo sapevi ragazzina, cosa si trova nel... Continue Reading →

Neve

Nessuno sembra capirmi. Tranne la neve. Lei sì, pare che mi comprenda, a volte. Per questo stamattina, subito dopo colazione, ho indossato i doposcì e mi sono incamminata verso il bosco. Ho attraversato come in un sogno quella distesa bianca e tranquilla. Intorno a me neanche un’impronta, se non quelle minuscole lasciate all’alba da una... Continue Reading →

Catene

Nella vampa d’agosto germina la mia pena. Stretta tra il canale e la strada, la mia pena. Rosso di sangue è il frutto dei campi che mi spezza il dorso. Nera, sulla mia nera pelle, scende la notte. Odo echi di secoli colmi di schiocchi di frusta sulla schiena della mia terra. Sotto le stelle... Continue Reading →

Freddo

Lieta il freddo accolgo nella mia dimora giacché tu mi sei coltre e sotto il tuo tepore chiamo a raccolta i sogni.

Storia d’amore

Ma dove sei stata fino ad ora? Chiese lui. Era inverno, il cielo era duro come diamante, blu tramontana, e c’era la neve da qualche parte, sulle cime di invisibili monti. Lei si strinse nel cappotto, fece una specie di sorriso. In nessun posto, credo, rispose. Lui la guardò con gli occhi di uno che... Continue Reading →

Festa. Un brulicare gentile di umanità. Siedo e osservo come lieve la luce si posa sui bordi della mia noia.

Fiori gialli

Fiori gialli. Di un giallo squillante, acrilico. E piccole orchidee viola. Li porta in grembo, dentro un piccolo vaso avvolto da un foglio di plastica. Li tiene come se non avessero alcun significato, con le mani nodose dalle unghie diseguali, alcune più lunghe, altre più corte, non curate ma perlomeno pulite. Porta ancora la fede,... Continue Reading →

Qui, sotto un albero d’arance grandi, tonde, dolci arance, c’è un cancello piccolino con le doghe in legno chiaro, c’è un giardino profumato, una siepe in biancospino. Qui una volta m’hai baciata, dolcemente all’improvviso. La tua mano grande e calda si è posata sul mio viso, in un gesto ha catturato le farfalle nel mio... Continue Reading →

Vanità

Mi amerai ancora domani? Non c’è domanda più vana di questa. Nessuno può impegnare i propri sentimenti più di quanto possa impegnare un patrimonio d’altri. Mi amerai sempre così? Non sarebbe sconvolgente l’amore se non colpisse come folgore e se l’estasi del primo momento non contenesse già la disperazione della fine.

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